martedì 18 marzo 2014

DIRITTI A CHI NON LI HA SENZA TOGLIERLI A CHI LI HA GIA' CONQUISTATI

Ciao a tutti/e,
su internet si leggono notizie su notizie, alcune sono bufale, altre no, qualcuna ci stupsce, qualcun'altra ci meraviglia, altre ci lasciano di stucco.
Capita anche a me, sempre più spesso. Non so se è un qualcosa di positivo o meno, ma sta accadendo sempre più di restare esterefatto.

Mi è capitato rileggendo alcune notizie un po' vecchiotte, ma sempre attuali. Ho letto dell'episodio capitato alla giornalista Siv Kristin Saelmann che appare sugli schermi della tv norvegese Nrk. La telegiornalista, è stata sospesa dal servizio per presunti motivi...religiosi!
In pratica, indossava una croce di diamanti grande all'incirca 1,5 cm. Il motivo? Urtava la sensibilità dei musulmani. E' vero che è un regolamento interno della tv dove lavora, però, sospendere(forse licenziare) un ottima professionista solo perché indossa la croce, lo trovo davvero assurdo.
Innanzitutto, penso che ogni persona, abbia il diritto di professare la propria fede. Un musulmano non può sentirsi urtato se un cristiano porta una croce, ne un cristiano può dirsi scandalizzato se un appartenente all'Islam o ad altre religioni prega 5 volte al giorno o se porta altri simboli della propria fede. Se non vanno contro le leggi dello stato in cui ci si trova naturalmente.
Anche perché, chi è credente, sa bene che Dio è unico. Cambia la rivelazione, ma, almeno per ciò che riguarda le tre religioni principali(cristianesimo, islam ed ebraisimo), crediamo tutti nello stesso Dio.
Personalmente, lo trovo solo un pretesto per un inutile guerra(morale) di religione.

E qui mi collego anche al annoso dibattito del Crocifisso nelle scuole o negli uffici pubblici. Quanti maestri, professori e soloni vari hanno tolto la Croce dalle aule, dagli ospedali o anche dagli uffici pubblici? Tutto perché? Solo per non irritare chi ha una fede diversa, senza pensare che per qualcuno il Crocifisso è basilare nella propria vita e gli rammenta la sua missione su questa terra.
Naturalmente, sono convinto che tutti hanno gli stessi diritti. Anche chi viene qui nel nostro paese da lontano, deve avere i benefici religiosi come chi è italiano.
Quindi mi chiedo: perché invece di togliere il principale simbolo cristiano, non inserire anche i segni di riconoscimento delle altre religioni? In tal modo, ogni individuo ha la possibilità di pregare allo stesso modo, senza pregiudizi e senza scontri con i fratelli delle altre religioni. Quanti litigi e asti si eviterebbero in questo modo?

L'altra notizia che mi ha colpito è l'abitudine che si sta prendendo nelle scuole italiane: sostituire sul modulo delle giustificazioni dei ragazzi le parole madre e padre con genitore 1 e genitore 2.
Perché eliminare le parole madre e padre? La giustificazione dei presidi, fanno riferimento al problema delle famiglie allargate, dove chi si occupa del bambino è uno dei genitori con il compagno/a.
Non bisogna dimenticare che il ragazzo è nato da un padre e una madre biologica, quindi perché eliminare uno dei due genitori, se entrambi sono obbligati per legge e soprattutto moralmente alla crescita del figlio? In fondo chi subentra ad uno dei genitori cresce il pargolo con amore, ma sa anche che è nato da una precedente relazione o matrimonio del partner.

Vorrei concludere questo post, tornando al perché ho scritto di questi argomenti nonostante si tratti di notizie vecchiotte: mi hanno lasciato basito!
Noto che nella società moderna, si sta andando un po' troppo oltre, quasi si sfocia nell'ipocrisia. Nel senso: è vero, bisogna dare diritti a tutti, ma anche doveri. Non è che una cosa perché la si fa in un altro paese o perché i tempi sono cambiati, poi sia anche giusta.
Mi spiego meglio, benvenuto a chi viene da paesi vicini e lontani, massimo aiuto possibile ed immaginabile, tutti i diritti ed il massimo rispetto per culture, fedi ed usanze altrui, però, che si rispetti anche la fede, le usanze e la cultura di chi già si trova nel paese natio.
Inoltre che ci siano diritti per tutti, ma anche il rispetto totale per la genitorialità. Tanti sostengono ad esempio, che genitore 1 e genitore 2 sia un passo avanti per i diritti degli omosessuali. Niente di più falso. Forse, addirittura è quasi un offesa per loro. Poi non si beneficia una categoria rispettabilissima togliendo il diritto a chi è genitore di essere chiamato mamma o madre e papà o padre.
Molti forse diranno che non è cosi, però se ci riflettiamo, profondamente, senza pregiudizi e falsi perbenismi prima o poi arriveremo a delle norme legislative e soprattutto morali eque per tutti.
A presto.

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