lunedì 30 maggio 2016

LA STORIA DI FAVOUR, LA BAMBINA SALVATA DAL NAUFRAGIO


Ciao a tutti/e,
purtroppo oggi torno a parlare di naufragi degli immigrati, che arrivano in Italia per fuggire dalle loro miserie, guerre e persecuzioni.
Torno a scrivere, perché ho seguito con dolore e senso di impotenza alle ultime tragedie del mar di Sicilia, che hanno portato via tante persone. E sottolineo la parola persone e non immigrati o altro.
La metto in evidenza in quanto, ogni individuo è una persona e questa ha tanti doveri ma anche dei diritti, non nei confronti della società, ma del prossimo inteso come chiunque gli capiti davanti.

Queste storie colpiscono tutti, non solo me, ma, quando sono coinvolti bambini, il sangue di un essere umano deve ribollire nelle vene, perché un uomo o donna che si definiscano tali, non possono e non devono accettare passivamente questi eventi.
E nel nostro paese, qualcosa ha ribollito nelle vene degli italiani guardando gli occhi della piccola Favour, la bimba che ha perso la madre nel naufragio.
Una piccola dagli occhi innocenti e dolci, una bambina come tante ce ne sono nel mondo, una fanciulla a cui spetterebbero di diritto giochi, bambole e girotondi con i suoi amichetti ma, che invece, ha dovuto lottare a 9 mesi contro il mare, contro il destino, contro tutto e tutti.
Favour è stata protetta dalla madre che è morta per le ustioni causate dall'incendio scoppiato a bordo. E' stata affidata ad una donna camerunense(la bimba è di origine nigeriana) che l'ha protetta per il resto del viaggio, restando anche lei ustionata per il 30% del corpo. Sembra non sia in pericolo di vita, ma nel cuore di quella donna bruceranno per sempre quelle scottature.
La donna e la madre della piccolina,  resteranno forse anonime, ma il loro sacrificio è servito a salvare la vita a quel piccolo angelo. Un gesto estremo che deve servire d'esempio per l'umanità.


La principessa(perché ogni bimba lo è) sta bene, è stata prima a Lampedusa ed ora è a Palermo, dove il tribunale dei minori, la affiderà a qualche famiglia che gli darà l'amore che ha ricevuto anche nella tragedia che ha vissuto. A dire il vero, c'è una gara di solidarietà in Italia per adottarla. Anche il medico che gli ha dato i primi soccorsi si è offerto con la moglie di prendersene cura, nonostante l'età avanzata. Questi sono le persone degne di essere chiamate italiane ma soprattutto essere umani. Gente sempre pronta a dare il loro contributo.

Ciò che non è più tollerabile è il fatto che queste sciagure ancora avvengono nel nostro mar Mediterraneo. Non è giusto che si continui a morire li, nel canale di Sicilia e chi dovrebbe urla, sbraita o fa spallucce invece di risolvere il problema. Anche perché, a qualcuno che comanda in Italia, ma soprattutto in Europa, non è ancora chiaro che in ballo non ci sono solo interessi, ma vite umane.
Per capirlo basta guardare negli occhi quelle persone che arrivano a Lampedusa o in Grecia o negli altri paesi per capire che sono uomini come noi, come i nostri fratelli, figli, amici, compagni etc etc.

Personalmente, nelle foto che sono state pubblicate, negli occhi di quella bambina ho visto la speranza che vince sul dolore, la vita che vince sulla morte. Sono sicuro che quegli occhietti torneranno pieni di gioia perché il futuro è lei e tutti quei bambini con quegli occhi vispi e vivaci. Il futuro sono loro e non i nostri governanti, teniamolo presente e non perdiamo mai la speranza.
A presto.

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