martedì 12 gennaio 2016

IMPRENDITORE LASCIA IN EREDITA' UN MILIONE E MEZZO DI EURO AI SUOI DIPENDENTI


Ciao a tutti/e,
al giorno d'oggi, trovare una persona per bene è molto difficile. Nella nostra società abbiamo sempre più bisogno di persone che all'occorrenza, facciano ciò che si deve fare, magari, anche in silenzio.
Ce ne sono ancora pochi a questo mondo, ma esistono degli uomini e delle donne, che riescono a fare del bene in maniera(purtroppo) poco pubblicizzata. Appartengono a quella categorie di persone che si possono definire tranquillamente super eroi dei nostri tempi.

E' il caso questo di Piero Macchi, un uomo ricco, che si è fatto tutto da solo, con sacrifici e lealtà restando sempre fedele ai suoi principi.
Questo imprenditore, nel 1957 ha fondato la Enoplastic, una fabbrica dove vengono prodotte capsule tappi e tante altre cose per chiudere bottiglie di vino e spumante. La fabbrica si trova a Bodio Lomnago nel Varesotto.
Un attività che con sudore e sacrifici, negli anni è cresciuta sempre di più, fino ad aprire sedi in America, Spagna, Nuova Zelanda e persino in Australia.
Solo in Italia, si calcola che l'azienda ha ben 280 lavoratori.
Il dottor Macchi, ha sempre tenuto al fatto che la sua fabbrica rispettasse i canoni di sicurezza per i suoi dipendenti.
Fin dai primi anni, i suoi sottoposti sono stati trattati oltre che con rispetto, anche con amore. Così facendo si è venuto a creare un clima familiare.

Nel giugno del 2015 però, a 87 anni Macchi è morto. Ma da quel momento è nato il suo mito, in quanto ha dimostrato di essere non un datore di lavoro, bensì quasi un padre per i lavoratori.
forse, chissà, ha capito che anche grazie a loro è riuscito ad arrivare a questi livelli o, forse ha un cuore grande quanto il mondo. Fatto sta che nel pieno delle sue capacità intellettive(come dichiara la figlia) ha deciso di donare in eredità ben un milione e mezzo di euro, a chi lavora all'Enoplastic.
Si, li ha trattati proprio come figli. Ha diviso la somma in base all'anzianità e a parte della busta paga, ognuno ha intascato minimo duemila euro, fino ad arrivare ad un massimo di diecimila. Non solo, per i suoi collaboratori più stretti o che riteneva ne avessero più bisogno ha dato anche un di più.

Il gesto era stato fatto in modo molto riservato, solo che i suoi dipendenti hanno deciso di comunicarlo alla stampa e postare il tutto sui social, per mostrare al mondo come si gestisce un'azienda nel modo più giusto.
Moglie e figli dicono che il dottor Macchi ha sempre fatto beneficenza a chi ne aveva bisogno ma, sempre in maniera anonima. La figlia racconta che, nel periodo della sua malattia, una volta venne ricoverato in ospedale e durante il trasporto in autoambulanza notò che questa era un pò fatiscente e quando si riprese, ne acquistò una e la donò al nosocomio che lo aveva ospitato e curato.

Come detto, un uomo che faceva tutto ciò che era necessario fare e che gli altri non potevano o volevano fare. Un vero super eroe che interveniva lì dove c'era più bisogno.
O forse era un uomo, che nonostante la fama, i risultati e la ricchezza che aveva raggiunto, aveva conservato quel cuore d'oro che solo i ragazzi e le persone umili possono avere. Lui ci è riuscito altri chissà!
Fatto sta che l'umanità ha perso un vero uomo, qualcuno che nel suo piccolo ha contribuito a raddrizzare questo mondo che sempre più spesso gira al contrario.
A presto.

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