mercoledì 16 marzo 2016

EXOMARS: ALLA RICERCA DI VITA SU MARTE


Ciao a tutti/e,
una delle domande che ci poniamo più spesso guardando il cielo è: c'è vita nell'universo? E subito dopo, il pensiero va sul pianeta più vicino alla terra, cioè Marte e la domanda suddetta, si trasforma in: c'è vita su Marte? La risposta più buffa che abbia mai sentito in risposta è stata: "Si, il sabato sera c'è un pò di movimento!"
Una buffa non risposta. In effetti, non è nemmeno sbagliato prenderla con ironia, in quanto, l'unico modo per saperlo con sicurezza è quello di andare lì, sul pianeta rosso, ad accertarsi se ci sono specie viventi, intelligenti o meno. Un sogno che finora sembra essere irrealizzabile.

Già, perché sembra proprio che sia iniziato il lungo viaggio, che porterà(forse) l'uomo sul pianeta più vicino alla terra. Infatti, il 14 marzo è partito il progetto Exomars che ha come obiettivo la ricerca di vita su Marte.
Questo progetto durerà per 7 anni ed è organizzato dall'agenzia spaziale europea(Esa) e quella russa(Roscosmos). L'Italia ha partecipato in maniera decisiva a questa missione, con l'agenzia spaziale Italia(Asi), investendo in questa impresa, circa 350 milioni di euro, cioè un terzo quasi dell'intero ammontare della somma totale che ammonta a circa 1,3 miliardi di euro.
Non solo, il nostro paese è impegnato anche con attrezzature e mezzi.

Partiamo dall'inizio, Exomars è diviso in due momenti. Il primo è iniziato come detto il 14 marzo, quando dalla base di Baikonur in Kazakistan è partito il razzo Proton, che trasporta sia il TGO(trace gas orbiter) che resterà nell'orbita marziana per 7 anni e sia il modulo denominato Schiaparelli(in omaggio all'astronomo italiano che ha mappato le caratteristiche della superficie di Marte). Questo sarà il primo pezzo italiano che arriverà su Marte. Se tutto va bene, la sonda arriverà sul pianeta rosso il prossimo 19 ottobre. L'obiettivo della prima parte della missione sarà quello di scoprire se, ci sono gas sul pianeta(indizio che potrebbe esserci o esserci stata vita sul nostro vicino di cosmo). Inoltre avrà il compito di piazzare i sistemi che invieranno i dati sulla terra.
La seconda parte della missione sarà quella di inviare un altra sonda, con apparecchiature che sono capaci di trapanare sotto terra fino a due metri di profondità e di studiare i vari campioni.
L'obiettivo finale, come già detto è scoprire se c'è o c'è stata vita su Marte.

Di sicuro è il primo tassello che porterà il primo uomo, su quel pianeta a noi terrestri tanto caro, tra qualche decennio. E' proprio il caso di dirlo: il primo terrestre che sbarcherà li, forse è già nato e chissà è un predestinato.
Sarà grazie a lui e a tanti altri uomini che lavorano qui sulla terra, che potremo accertarci se su Marte c'è vita il sabato sera e anche negli altri giorni. Il primo passo per scoprire se nell'universo c'è vita intelligente più, meno o come noi. L'essere umano, dagli inizi della sua storia è sempre stato navigatore e tra qualche secolo, navigheremo nello spazio infinito ma, ci vorranno secoli per avere le risposte alla domanda che tutti si fanno alzando gli occhi al cielo. O forse chissà, anche qualche decennio, vale la pena aspettare.
A presto.

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