sabato 27 agosto 2011

SCIOPERO DEI CALCIATORI, GIUSTO O SBAGLIATO?

Ciao a tutti/e,
a sentir tuonare, poi venne a piovere!
Tutti noi appassionati di calcio eravamo quasi in astinenza, da maggio senza veder partite(amichevoli a parte), senza ammirare qualche prodezza di qualche giocatore della nostra squadra del cuore.
Eravamo tutti li in attesa, del 27/28 agosto, qualcuno aveva progettato anche le vacanze(esagerati) per tornare in tempo per il fischio d'inizio del campionato di serie A..tutto inutile, tutto svanito, l'astinenza continua.
I calciatori, gli eroi di mezzo mondo, quelli che guadagnano fior di quattrini(solo in serie A e B a dire il vero) entrano in sciopero come normali operai o impiegati che non superano i 1000/1200 Euro al mese.
Perchè ho tirato in ballo operai e impiegati? Con il vostro permesso lo spiegherò dopo!

I motivi apparentemente, se sono quelli, possono apparire giusti, penso tutti li conoscono, ma meglio riassumerli brevemente.
In pratica i calciatori chiedono 2 cose fondamentalmente:

- Il divieto di far allenare un calciatore separatamente alla squadra. Potrebbe infatti capitare che un giocatore non rientri più nei piani della società e venga messo fuori squadra completamente, ad allenarsi da solo e magari poi essere costretto a trovare un altra squadra.

- Le squadre vogliono inserire nel contratto collettivo una clausola che obblighi il calciatore ad accettare un trasferimento alle stesse condizioni contrattuali della squadra d'appartenenza.
In pratica se un giocatore prende 1 milione di Euro all'Inter(ad esempio) è costretto ad accettare un trasferimento anche in serie B alla Juve Stabia se questa gli acconsente almeno lo stesso stipendio.

Fin qui nulla di strano, i calciatori sono dei lavoratori(ma anche delle aziende se andiamo ad approfondire il discorso, in quanto i loro guadagni vengono giustamente investiti creando altre aziende, soprattutto se si parla di diritti d'immagine), e come tali hanno diritto a scioperare se c'è qualcosa che non va.
Però leggendo qua e la, mi sono sorti dei sospetti quando si inizia a parlare del oramai famoso contributo di solidarietà.
Infatti nessuno conferma, ma nessuno nemmeno smentisce, che ne società, ne atleti vogliono pagare questo famoso contributo del 5%(se non erro) se si superano i 150.000 Euro di guadagno.
I club sostengono che spetta ai calciatori pagare, visto che si tratta di una tassazione sulla persona, i calciatori sostengono invece che spetti alle società, in quanto gli stipendi devono essere netti.
Fatto sta che comunque usciranno tanti soldi dalle tasche di chi paga.
Porto un esempio, su uno stipendio di 1 milione di Euro il 5% è 50.000 Euro in più di tasse .
Tanti per un singolo, tantissimi per una società! Che tra le altre cose paga 30 giocatori circa in media.

E qui spiego il perchè prima ho tirato in ballo i lavoratori "normali", quelli che lavorano ben 10/12 ore al giorno per arrivare o non arrivare a fine mese.
Se una persona che lavora gli dicono"devi lasciare la tua città" il lavoratore mica può dire "ok faccio sciopero!". Verrebbe messo in condizione di andarsene via in men che non si dica.
Mica può rifutarsi di lavorare in una stanza di ufficio, magari dove batte poco il sole, magari dove fa caldissimo d'estate e freddissimo d'inverno.
O meglio potrebbe rifiutarsi, però correrebbe il rischio di perdere quell'esiguo ma necessario stipendio che percepisce mensilmente(sempre che non ci siano ritardi nei pagamenti).
Magari quel tizio che scende a lavoro alle 7 del mattino o che fa un turno di notte tipo..20 - 6 quando arriva in ufficio spera di trovare qualche collega per parlare della sua squadra del cuore, del suo giocatore preferito.
Magari torna la sera a casa stanco, o aspetta la domenica per guardare una partita(ben pagata con la pay per view) tranquillo ed ad esultare ad un goal.
E i nostri amati campioni che fanno? Si mettono a scioperare, senza nemmeno darsi una possibilità, stesso discorso è fatto per le società che sembrano aver fatto di tutto per non giocare..altro dubbio, chissà perchè?!?
E poi diciamocela tutta è più giusto che si aumenti la tassa a chi guadagna di più che di meno. Per il resto un accordo lo si poteva tranquillamente trovare, no?!?

Penso che comunque questo atteggiamento del mondo del calcio non sia piaciuto tanto ai tifosi, soprattutto perchè senza di loro ed i loro soldi(mi sarebbe piaciuto dire passione ma poichè quest mondo sa parlare solo questa lingua) non si potrebbero fare affari.
Anche perchè uno sciopero è sciopero se è al 100%, invece quasi tutta la serie A(eccetto la Fiorentina che ha sospeso allenamenti e decurtato la busta paga, come giustamente accade ai lavoratori che scioperano) si allena e gioca amichevoli.
Da segnalare l'amichevole di lusso tra Napoli e Palermo, una partita degna di una finale di coppa Italia.
Quindi alla luce di ciò che ho notato in questi giorni mi sono chiesto: e se a scioperare una volta tanto sono i tifosi? Non compriamo più abbonamenti alle tv a pagamento, non facciamo più abbonamenti e biglietti per andare allo stadio, non acquistiamo più gadget delle squadre, cosa accadrebbe? Ci sarebbe un diverso rispetto nei confronti di chi manda avanti il calcio?
Voi cosa ne pensate? Sono come sempre graditi vostri commenti.
alla prossima,
Ciao

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